Sunday, November 12, 2017

Leaning Italian: The Italian Mass


One of my future goals is to learn Italian.  Part of that venture may include studying examples of the Mass in Italian and English.  This page serves as a starting point for what I'd like to create as a language learning aid.  The Italian Mass is copied below courtesy Maranatha.



RITO DELLA MESSA

RITI DI INTRODUZIONE
CANTO D'INGRESSO
 
Quando l’assemblea si è radunata, il sacerdote con i ministri si reca all'altare, mentre si esegue il canto d'ingresso.  Giunto all'altare, il sacerdote con i ministri fa la debita riverenza, bacia l'altare in segno di venerazione, poi con i ministri si reca alla sede.  Se non ha luogo il canto, l'antifona d'ingresso è letta o dal popolo o dal lettore, o dallo stesso sacerdote dopo il saluto ai fedeli.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

La grazia del Signore nostro Gesù Cristo,
l'amore di Dio Padre
e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi.
E con il tuo spirito.
   
Oppure:
Il Signore, che guida i nostri cuori nell’amore e nella pazienza di Cristo, sia con tutti voi (Cf 27-S 3,5)
   
Il Dio della speranza, che ci riempie di ogni gioia e pace nella fede per la potenza dello Spirito Santo, sia con tutti voi. (Cf Rm 15,13)
   
La pace, la carità e la fede da parte di Dio Padre e del Signore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi. (Cf Ef 6,23) 
   
Fratelli, eletti secondo la prescienza di Dio Padre mediante la santificazione dello Spirito per obbedire a Gesù Cristo e per essere aspersi del suo sangue, grazia e pace in abbondanza a tutti voi. (Cf 1Pt 1, 1-2)

Fratelli, per celebrare degnamente i santi misteri, riconosciamo i nostri peccati.
   
Oppure:
Il Signore Gesù, che ci invita alla mensa della Parola e dell'Eucaristia, ci chiama alla conversione. Riconosciamo di essere peccatori e invochiamo con fiducia la misericordia di Dio.
   
Oppure, specialmente nelle domeniche:
Nel giorno in cui celebriamo la vittoria di Cristo sul peccato e sulla morte, anche noi siamo chiamati a morire al peccato per risorgere alla vita nuova. Riconosciamoci bisognosi della misericordia del Padre.

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli,
che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni,
per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa.
E supplico la beata sempre vergine Maria,
gli angeli, i santi e voi, fratelli,
di pregare per me il Signore Dio nostro.

Dio onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna.
Amen.

Altra Formula
Signore, mandato dal Padre a salvare i contriti di cuore, abbi pietà di noi.
Signore, pietà.     Kyrie, eléison
   
Cristo che sei venuto a chiamare i peccatori, abbi pietà di noi.
Cristo, pietà.      Christe, eléison
   
Signore, che intercedi per noi presso il Padre, abbi pietà di noi
Signore, pietà.     Kyrie, eléison
 
  
KYRIE

Signore, pietà.
Signore, pietà.
Cristo, pietà.
Cristo, pietà.
Signore, pietà.
Signore, pietà.

GLORIA
Gloria a Dio nell'alto dei cieli 
e pace in terra agli uomini di buona volontà.
Noi ti lodiamo, ti benediciamo, 
ti adoriamo, ti glorifichiamo, 
ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa,
Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
Signore, Figlio unigenito, Gesù Cristo, 
Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre;
tu che togli i peccati del mondo, abbi pietà di noi;
tu che togli i peccati del mondo, accogli la nostra supplica;
tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l'Altissimo:
Gesù Cristo, con lo Spirito Santo 
nella gloria di Dio Padre. 
Amen.

ORAZIONE

LITURGIA DELLA PAROLA

PRIMA LETTURA
SALMO RESPONSORIALE
SECONDA LETTURA
ALLELUIA

VANGELO

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

Dal Vangelo secondo...
Gloria a te, o Signore.

Parola del Signore.
Lode a te, o Cristo.
 

OMELIAIl sacerdote o il diacono spiega la parola di Dio appena letto. Si deve tenere nelle domeniche e nelle feste di precetto. Negli altri giorni  è raccomandata specialmente nelle feste dell’Avvento, di Quaresima e nel Tempo Pasquale.  Dopo l'omelia è opportuno un breve silenzio.

CREDOCredo in un solo Dio, 
Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, 
di tutte le cose visibili e invisibili.
Credo in un solo Signore, Gesù Cristo,
unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli.
Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero; 
generato, non creato; della stessa sostanza del Padre; 
per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo;
e per opera dello Spirito Santo
si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo.
Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto.
Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture;
è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti,
e il suo regno non avrà fine.
Credo nello Spirito Santo, che è Signore e da la vita, 
e procede dal Padre e dal Figlio
e con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato 
e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una, santa, cattolica e apostolica.
Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà.
Amen.


PREGHIERA DEI FEDELI 
E’ detta anche preghiera universale, perché in essa si prega per tutti gli uomini, nel seguente ordine: per le necessità della Chiesa, per i governanti e per la salvezza di tutto il mondo, per tutti quelli che si trovano in particolare necessità, per la comunità locale. Il sacerdote invita a pregare con una semplice monizione e conclude con un’orazione .
   
LITURGIA EUCARISTICA
Si esegue il canto di offertorio, mentre i fedeli presentano il pane ed il vino ed eventualmente altre offerte per le necessità dei poveri. Il sacerdote riceve i doni e depone sull'altare, il pane e il vino per la celebrazione dell'Eucaristia. Tenendo leggermente innalzata la Patena con il pane, il sacerdote dice:

Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo: 
dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo pane, 
frutto della terra e del lavoro dell'uomo;
lo presentiamo a te, perché diventi per noi cibo di vita eterna.
Benedetto nei secoli il Signore.

Benedetto sei tu, Signore, Dio dell'universo:
dalla tua bontà abbiamo ricevuto questo vino, 
frutto della terra, e del lavoro dell'uomo;
lo presentiamo a te, perché diventi per noi bevanda di salvezza.
Benedetto nei secoli il Signore.

Pregate, fratelli, perché il mio e vostro sacrificio sia gradito a Dio, Padre onnipotente.
   
Oppure, una di queste altre formule:
Pregate, fratelli e sorelle, 
perché questa nostra famiglia, radunata nel nome di Cristo, 
possa offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.
   
Pregate, fratelli e sorelle, 
perché portando all'altare la gioia e la fatica di ogni giorno, 
ci disponiamo a offrire il sacrificio gradito a Dio Padre onnipotente.
   
Pregate, fratelli e sorelle, 
perché il sacrificio della Chiesa, 
in questa sosta che la rinfranca nel suo cammino verso la patria, 
sia gradito a Dio Padre onnipotente.
   
Il Signore riceva dalle tue mani questo sacrificio 
a lode e gloria del suo nome,
per il bene nostro e di tutta la sua santa Chiesa.


ORAZIONE

Amen.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
É cosa buona e giusta.

   
PREGHIERA EUCARISTICA I
   
Padre clementissimo, 

noi ti supplichiamo e ti chiediamo 
per Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore, 
di accettare questi doni, 
di benedire queste offerte, 
questo santo e immacolato sacrificio. 
Noi te l'offriamo anzitutto 
per la tua Chiesa santa e cattolica, 
perché tu le dia pace e la protegga, 
la raccolga nell'unità e la governi su tutta la terra, 
con il tuo servo il nostro Papa …., 
il nostro Vescovo …
e con tutti quelli che custodiscono la fede cattolica, 
trasmessa dagli Apostoli.
   
Ricordati, Signore, dei tuoi fedeli.
Ricordati di tutti i presenti, 
dei quali conosci la fede e la devozione: 
per loro ti offriamo anch'essi ti offrono 
questo sacrificio di lode, 
innalzano la preghiera a te, Dio eterno, vivo e vero, 
per ottenere a sé e ai loro cari 
redenzione, sicurezza di vita e salute.
   
In comunione con tutta la Chiesa, 
ricordiamo e veneriamo anzitutto 
la gloriosa e sempre vergine Maria, 
Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, 
san Giuseppe, suo sposo, 
i santi apostoli e martiri:
Pietro e Paolo, Andrea,
[Giacomo, Giovanni,
Tommaso, Giacomo, Filippo, Bartolomeo,
Matteo, Simone e Taddeo,
Lino, Cleto, Clemente, Sisto,
Cornelio e Cipriano, Lorenzo, Crisogono,
Giovanni e Paolo, Cosma e Damiano
]
e tutti i santi; 
per i loro meriti e le loro preghiere 
donaci sempre aiuto e protezione.
   
DOMENICA
Si può dire in tutte le domeniche ad esclusione di quando c'è un altro Communicantes proprio:
   
In comunione con tutta la Chiesa, mentre celebriamo il giorno nel quale il Cristo ha vinto la morte e ci ha resi partecipi della sua vita immortale, ricordiamo e veneriamo anzitutto la gloriosa e sempre vergine Maria, Madre del nostro Dio e Signore Gesù Cristo, san Giuseppe, suo sposo, i santi apostoli e martiri e tutti i santi; per i loro meriti e le loro preghiere, donaci sempre aiuto e protezione.
   
Accetta con benevolenza, o Signore, 
l'offerta che ti presentiamo 
noi tuoi ministri e tutta la tua famiglia: 
disponi nella tua pace i nostri giorni, 
salvaci dalla dannazione eterna, 
e accoglici nel gregge degli eletti.
   
Santifica, o Dio, questa offerta 
con la potenza della tua benedizione, 
e degnati di accettarla a nostro favore, 
in sacrificio spirituale e perfetto, 
perché diventi per noi il corpo e il sangue 
del tuo amatissimo Figlio, 
il Signore nostro Gesù Cristo.
   
La vigilia della sua passione, 
egli prese il pane nelle sue mani sante e venerabili, 
e alzando gli occhi al cielo a te 
Dio Padre suo onnipotente, 
rese grazie con la preghiera di benedizione, 
spezzò il pane, lo diede ai suoi discepoli, e disse:
   
Prendete, e mangiatene tutti: 
questo è il mio Corpo 
offerto in sacrificio per voi. 
   
Dopo la cena, allo stesso modo, 
prese questo glorioso calice 
nelle sue mani sante e venerabili, 
ti rese grazie con la preghiera di benedizione, 
lo diede ai suoi discepoli, e disse:
   
Prendete, e bevetene tutti: 
questo è il calice del mio Sangue 
per la nuova ed eterna alleanza, 
versato per voi e per tutti 
in remissione dei peccati.  
Fate questo in memoria di me.
   
Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore, 
proclamiamo la tua risurrezione, 
nell'attesa della tua venuta.
   
Oppure:
Ogni volta che mangiamo di questo pane

e beviamo a questo calice 
annunziamo la tua morte, Signore, 
nell'attesa della tua venuta.
   
Oppure:
Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione: 
salvaci, o Salvatore del mondo.

In questo sacrificio, o Padre, 
noi tuoi ministri e il tuo popolo santo 
celebriamo il memoriale della beata passione, 
della risurrezione dai morti 
e della gloriosa ascensione al cielo 
del Cristo tuo Figlio e nostro Signore; 
e offriamo alla tua maestà divina, 
tra i doni che ci hai dato, 
la vittima pura, santa e immacolata, 
pane santo della vita eterna e calice dell'eterna salvezza. 
   
Volgi sulla nostra offerta 
il tuo sguardo sereno e benigno, 
come hai voluto accettare i doni di Abele, il giusto, 
il sacrificio di Abramo, nostro padre nella fede, 
e l'oblazione pura e santa di Melchisedech, 
tuo sommo sacerdote. 
   
Ti supplichiamo, Dio onnipotente: 
fa' che questa offerta, per le mani del tuo angelo santo, 
sia portata sull'altare del cielo 
davanti alla tua maestà divina, 
perché su tutti noi che partecipiamo di questo altare, 
comunicando al santo mistero del corpo e sangue del tuo Figlio, 
scenda la pienezza di ogni grazia e benedizione del cielo.
   
Ricordati, o Signore, dei tuoi fedeli, 
che ci hanno preceduto con il segno della fede 
e dormono il sonno della pace. 
Dona loro, Signore, e a tutti quelli che riposano in Cristo, 
la beatitudine, la luce e la pace.
   
Anche a noi, tuoi ministri, peccatori,
ma fiduciosi nella tua infinita misericordia, 
concedi, o Signore, 
di aver parte nella comunità
dei tuoi santi apostoli e martiri:
Giovanni, Stefano, Mattia, Barnaba,[Ignazio, Alessandro, Marcellino e Pietro,
Felicita, Perpetua, Agata, Lucia,
Agnese, Cecilia, Anastasia
]

e tutti i santi: 
ammettici a godere della loro sorte beata 
non per i nostri meriti, 
ma per la ricchezza del tuo perdono.
   
Per Cristo nostro Signore 
tu, o Dio, crei e santifichi sempre, 
fai vivere, benedici e doni al mondo ogni bene.
   
Per Cristo, con Cristo e in Cristo
a te, Dio Padre onnipotente
nell'unità dello Spirito Santo
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

PREGHIERA EUCARISTICA II

Padre veramente santo, 
fonte di ogni santità, 
santifica questi doni con l'effusione del tuo Spirito
perché diventino per noi il corpo 
e + il sangue di Gesù Cristo nostro Signore.
Egli, offrendosi liberamente alla sua passione, 
prese il pane e rese grazie,
lo spezzo, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: 
QUESTO É IL MIO CORPO 
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Dopo la cena, allo stesso modo, prese il calice e rese grazie, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

PRENDETE, E BEVETENE TUTTI: 
QUESTO É IL CALICE DEL MIO SANGUE
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA,
VERSATO PER VOI E PER TUTTI 
IN REMISSIONE DEI PECCATI.
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.

Mistero della fede.

Annunciamo la tua morte, Signore, 
proclamiamo la tua risurrezione, 
nell'attesa della tua venuta.Celebrando il memoriale della morte e risurrezione del tuo Figlio, 
ti offriamo, Padre, il pane della vita e il calice della salvezza,
e ti rendiamo grazie per averci ammessi alla tua presenza 
a compiere il servizio sacerdotale.
Ti preghiamo umilmente: 
per la comunione al corpo e al sangue di Cristo 
lo Spirito Santo ci riunisca in un solo corpo.
   
Ricordati, Padre, della tua Chiesa diffusa su tutta la terra: 
rendila perfetta nell'amore 
in unione con il nostro Papa N., 
il nostro Vescovo N., 
e tutto l'ordine sacerdotale.
   
Ricordati dei nostri fratelli, che si sono addormentati 
nella speranza della risurrezione 
e di tutti i defunti che si affidano alla tua clemenza: 
ammettili a godere la luce del tuo volto.
Di noi tutti abbi misericordia: 
donaci di aver parte alla vita eterna, 
insieme con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, 
con gli apostoli e tutti i santi, 
che in ogni tempo ti furono graditi: 
e in Gesù Cristo tuo Figlio canteremo la tua gloria.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo, 
a te, Dio, Padre onnipotente, 
nell'unita dello Spirito Santo, 
ogni onore e gloria, per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

   
PREGHIERA EUCARISTICA III
   
Padre veramente santo, 

a te la lode da ogni creatura. 
Per mezzo di Gesù Cristo, 
tuo Figlio e nostro Signore, 
nella potenza dello Spirito Santo 
fai vivere e santifichi l'universo, 
e continui a radunare intorno a te un popolo, 
che da un confine all'altro della terra 
offra al tuo nome il sacrificio perfetto.
   
Ora ti preghiamo umilmente: 
manda il tuo Spirito a santificare i doni che ti offriamo, 
perché diventino il corpo e + il sangue di Gesù Cristo, 
tuo Figlio e nostro Signore, 
che ci ha comandato di celebrare questi misteri.
   
Nella notte in cui fu tradito, 
egli prese il pane, ti rese grazie con la preghiera di benedizione, 
lo spezzo, lo diede ai suoi discepoli, e disse:

PRENDETE, E MANGIATENE TUTTI: 
QUESTO É IL MIO CORPO 
OFFERTO IN SACRIFICIO PER VOI.

Dopo cena, allo stesso modo, prese il calice, 
ti rese grazie con la preghiera di benedizione, 
lo diede ai suoi discepoli, e disse:

PRENDETE E BEVETENE TUTTI: 
QUESTO É IL CALICE DEL MIO SANGUE 
PER LA NUOVA ED ETERNA ALLEANZA, 
VERSATO PER VOI E PER TUTTI 
IN REMISSIONE DEI PECCATI. 
FATE QUESTO IN MEMORIA DI ME.

Mistero della fede.

Annunziamo la tua morte, Signore, proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.

Celebrando il memoriale del tuo Figlio, 
morto per la nostra salvezza, 
gloriosamente risorto e asceso al cielo, 
nell'attesa della sua venuta ti offriamo, Padre, 
in rendimento di grazie questo sacrificio vivo e santo.
Guarda con amore 
e riconosci nell'offerta della tua Chiesa, 
la vittima immolata per la nostra redenzione; 
e a noi che ci nutriamo del corpo e sangue del tuo Figlio, 
dona la pienezza dello Spirito Santo 
perché diventiamo, in Cristo, un solo corpo e un solo spirito.
   
Egli faccia di noi un sacrificio perenne a te gradito, 
perché possiamo ottenere il regno promesso insieme con i tuoi eletti 
con la beata Maria, Vergine e Madre di Dio, 
con i tuoi santi apostoli, i gloriosi martiri, 
e tutti i santi, nostri intercessori presso di te.
   
Per questo sacrificio di riconciliazione, 
dona, Padre, pace e salvezza al mondo intero.
Conferma nella fede e nell'amore 
la tua Chiesa pellegrina sulla terra: 
il tuo servo e nostro Papa N., il nostro Vescovo N., 
il collegio episcopale, tutto il clero e il popolo che tu hai redento. 
   
Ascolta la preghiera di questa famiglia, 
che hai convocato alla tua presenza. 
Ricongiungi a te, padre misericordioso, 
tutti i tuoi figli ovunque dispersi.
   
Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti 
e tutti i giusti che, in pace con te, hanno lasciato questo mondo;
concedi anche a noi di ritrovarci insieme 
a godere per sempre della tua gloria, 
in Cristo, nostro Signore, 
per mezzo del quale tu, o Dio, doni al mondo ogni bene.

Per Cristo, con Cristo e in Cristo, 
a te, Dio Padre onnipotente, 
nell'unita dello Spirito Santo, 
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.
Amen.
   
PREGHIERA EUCARISTICA IV
   
Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.
   
In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.
   
Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.
   
E’ veramente giusto renderti grazie,
è bello cantare la tua gloria, 
Padre santo, unico Dio vivo e vero:
prima del tempo e in eterno tu sei, 
nel tuo regno di luce infinita.
   
Tu solo sei buono e fonte della vita,
e hai dato origine all'universo,
per effondere il tuo amore su tutte le creature
e allietarle con gli splendori della tua luce.
   
Schiere innumerevoli di angeli 
stanno davanti a te per servirti, 
contemplano la gloria del tuo volto, 
e giorno e notte cantano la tua lode. 
Insieme con loro anche noi, 
fatti voce di ogni creatura, esultanti cantiamo:
   
Santo, Santo, Santo il Signore Dio dell'universo.
I cieli e la terra sono pieni della tua gloria.
Osanna nell'alto dei cieli.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Osanna nell'alto dei cieli.
   
Noi ti lodiamo, Padre santo, per la tua grandezza:
tu hai fatto ogni cosa con sapienza e amore.
   
A tua immagine hai formato l'uomo, 
alle sue mani operose hai affidato l'universo 
perché nell'obbedienza a te, suo creatore, 
esercitasse il dominio su tutto il creato. 
E quando, per la sua disobbedienza, 
l'uomo perse la tua amicizia, 
tu non l'hai abbandonato in potere della morte, 
ma nella tua misericordia a tutti sei venuto incontro, 
perché coloro che ti cercano ti possano trovare.
   
Molte volte hai offerto agli uomini la tua alleanza, 
e per mezzo dei profeti 
hai insegnato a sperare nella salvezza.
Padre santo, 
hai tanto amato il mondo da mandare a noi, 
nella pienezza dei tempi,
il tuo unico Figlio come salvatore.
Egli si è fatto uomo per opera dello Spirito Santo 
ed è nato dalla Vergine Maria;
ha condiviso in tutto, eccetto il peccato, 
la nostra condizione umana.
Ai poveri annunziò il vangelo di salvezza, 
la libertà ai prigionieri, 
agli afflitti la gioia.
   
Per attuare il tuo disegno di redenzione 
si consegnò volontariamente alla morte, 
e risorgendo distrusse la morte e rinnovò la vita.
   
E perché non viviamo più per noi stessi
ma per lui che è morto e risorto per noi,
ha mandato, o Padre, lo Spirito Santo,
primo dono ai credenti,
a perfezionare la sua opera nel mondo
e compiere ogni santificazione.
   
Ora ti preghiamo, Padre:
lo Spirito Santo santifichi questi doni
perché diventino il corpo e + il sangue 
di Gesù Cristo, nostro Signore, 
nella celebrazione di questo grande mistero, 
che ci ha lasciato in segno di eterna alleanza.
   
E gli, venuta l'ora d'essere glorificato da te, Padre santo, 
avendo amato i suoi che erano nel mondo,
li amò sino alla fine; e mentre cenava con loro, 
prese il pane e rese grazie, lo spezzò, 
lo diede ai suoi discepoli, e disse:
   
Prendete, e mangiatene tutti:
questo è il mio Corpo
offerto in sacrificio per voi.
   
Allo stesso modo,
prese il calice del vino e rese grazie, 
lo diede ai suoi discepoli, e disse:
   
Prendete, e bevetene tutti:
questo è il calice del mio Sangue 
per la nuova ed eterna alleanza, 
versato per voi e per tutti 
in remissione dei peccati.
Fate questo in memoria di me.
   
Mistero della fede.
   
Annunziamo la tua morte, Signore, 
proclamiamo la tua risurrezione, nell'attesa della tua venuta.
   
Oppure:
Ogni volta che mangiamo di questo pane 
e beviamo a questo calice, 
annunziamo la tua morte, Signore, 
nell'attesa della tua venuta.
   
Oppure:
Tu ci hai redenti con la tua croce e la tua risurrezione:
salvaci, o Salvatore del mondo.
   
In questo memoriale della nostra redenzione 
celebriamo, Padre, la morte di Cristo, 
la sua discesa agli inferi, 
proclamiamo la sua risurrezione e ascensione al cielo, 
dove siede alla tua destra; 
e, in attesa della sua venuta nella gloria, 
ti offriamo il suo corpo e il suo sangue, 
sacrificio a te gradito,  per la salvezza del mondo.
   
Guarda con amore, o Dio, 
la vittima che tu stesso hai preparato per la tua Chiesa;
e a tutti coloro che mangeranno di quest'unico pane 
e berranno di quest'unico calice, 
concedi che, riuniti in un solo corpo dallo Spirito Santo, 
diventino offerta viva in Cristo, a lode della tua gloria.
   
Ora, Padre, ricordati di tutti quelli 
per i quali noi ti offriamo questo sacrificio:
del tuo servo e nostro Papa N., 
del nostro Vescovo N., 
del collegio episcopale, 
di tutto il clero, 
di coloro che si uniscono alla nostra offerta, 
dei presenti e del tuo popolo
e di tutti gli uomini che ti cercano con cuore sincero.
   
Ricordati anche dei nostri fratelli 
che sono morti nella pace del tuo Cristo, 
e di tutti i defunti, dei quali tu solo hai conosciuto la fede.
   
Padre misericordioso concedi a noi, tuoi figli, 
di ottenere con la beata Maria Vergine e Madre di Dio, 
con gli apostoli e i santi, l'eredità eterna del tuo regno, 
dove con tutte le creature, 
liberate dalla corruzione del peccato e della morte, 
canteremo la tua gloria, 
in Cristo nostro Signore, 
per mezzo del quale tu, o Dio, 
doni al mondo ogni bene.
   
Per Cristo, con Cristo e in Cristo, 
a te, Dio Padre onnipotente,
nell'unità dello Spirito Santo, 
ogni onore e gloria per tutti i secoli dei secoli.

Amen.




Burning Foot Syndrome: Taking the Edge off the Fire

If you've ever traveled to London and Rome, you'll probably remember the sore feet. There's something about walking on uneven cobblestones all day that really tires one's feet out.  This post is about what I learned from this  trip.


First things first, if you suspect you may have Burning Foot Syndrome, the most important thing to do is to see a doctor--likely a podiatrist--for a diagnosis.  It's my understanding that the pain associated with this condition can also be misdiagnosed as a diabetic symptom, so a good specialist is the first step.  If you, like me, are on a prescription that only helps a bit, you may wish to consider experimenting with other products to see if a supplemental approach might be helpful. 

When I was flying from the USA to London, my right foot began to feel unusually bad.  There's not a lot you can do at 35,000 feet--or in an airport, for that matter--except for taking off your shoes.  I did what I could to manage the discomfort until our hot and tired group finally arrived at our temporary housing at the London School of Economics.  Thinking that I'd give my feet a rest, I made the ill-fated decision to wear deck shoes the next day rather than my usual Merrell hiking shoes.  By the time I returned to the apartment that evening, walking had become really painful.  Checking my feet, I found they were very badly blistered.  So, rule one for London and Rome trips is to ensure you are wearing your best walking shoes.  Even if they're warm, you're likely going to be sorry if you wear something not designed for a long day of walking.  My injured feet at the start of this trip made the total 110 miles walked in less than three weeks quite a painful experience.

As far as other suggestions relating to this condition, I have a couple.  First, consider supplementing your burning foot prescription with the homeopathic product called Arnicare.  Perhaps it is just the placebo effect, but I have found quite a bit of relief using the gel directly on my feet in the morning as well as taking the oral supplement on a daily basis.  It was actually a professor who suggested this product on the study abroad trip, and I'm very thankful for her recommendation.  It's worth a try.  (If it helps, I'd appreciated hearing from you.)  One more suggestion that may seem a little weird at first is to try putting your socks in the freezer overnight.  I often put mine in a ziplock bag.  One might not think that this would offer any help beyond first putting the icy socks on, but it seems to be helpful for me.  

(If you're elderly or suffer from circulation problems, please talk to your doctor before trying this last approach; better safe than sorry.)  

See also The Erythromelalgia Association.




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Monday, November 6, 2017

What is the Problem with the Modern Arts?

I’ll be the first to confess that I have a bias in favor of the writers and (most) artists of past generations more than today—just as I tend to prefer classical composers belonging to centuries other than our own.  That said, I’m not usually overly critical, but, I am reminded of particularly uninspiring readings from a recent college term focusing upon modern American Literature.  Yikes!  Even with those authors and poets, like Sylvia Plath, who held my attention, the common thread that came to mind for that term was one of despair.  
     It’s more than a despair of the present, though; the attitude of these authors seems to convey a deep-seated and pervasive hopelessness running through these writers like blood runs through veins.  If we follow these threads of despair back through the past couple weeks, or so, a good starting point would be Sylvia Plath. 

You stand at the blackboard, daddy, In the picture I have of you, A cleft in your chin instead of your foot But no less a devil for that, no not Any less the black man who 
Bit my pretty red heart in two. I was ten when they buried you. At twenty I tried to die And get back, back, back to you. I thought even the bones would do.  
But they pulled me out of the sack, And they stuck me together with glue. And then I knew what to do. I made a model of you, A man in black with a Meinkampf look 
And a love of the rack and the screw. And I said I do, I do. So daddy, I’m finally through. The black telephone’s off at the root, The voices just can’t worm through.
Plath, Sylvia (2016-11-15). The Collected Poems (pp. 223-224). HarperCollins. Kindle Edition.

     These words echo and reverberate like a popular tune that won’t go away.  The contrast of the darkly powerful and profound “Daddy” with more natured-centered works like “Winter Landscape, with Rooks,” “Channel Crossing,” or “Southern Sunrise” is also fascinating.  What mental or spiritual darkness led this author to veer so violently away from the appreciation of the beauty around her to a focus so upon the blackness of her own heart and mind?  If she is expressing sorrow and anger for the loss of her father, then why did she herself choose to commit suicide (using her own stove, after leaving food out for her orphaned children)?  Since her father reportedly refused medical treatment, does she see his death as morally synonymous with suicide?
     A similar thread of darkness infuses the writings of Ginsberg, and is conveyed with something akin to anger or a nightmarish rant in “Howl.” 

a lost battalion of platonic conversationalists jumping down the 
     stoops off fire escapes off windowsills of Empire State out 
     of the moon,
yacketayakking screaming vomiting whispering facts and 
     memories and anecdotes and eyeball kicks and shocks of 
     hospitals and jails and wars,
whole intellects disgorged in total recall for seven days and 
     nights with brilliant eyes, meat for the Synagogue cast on 
     the pavement,
who vanished into nowhere Zen New Jersey leaving a trail of 
     ambiguous picture postcards of Atlantic City Hall,
suffering Eastern sweats and Tangerian bone-grindings and 
     migraines of China under junk-withdrawal in Newark’s bleak 
     furnished room,
who wandered around and around at midnight in the railroad
     yard wondering where to go, and went, leaving no broken
     hearts,
who lit cigarettes in boxcars boxcars boxcars racketing
     through snow toward lonesome farms in grandfather night,
who studied Plotinus Poe St. John of the Cross telepathy and 
     bop kabbalah because the cosmos instinctively vibrated at
     their feet in Kansas, who loned it through the streets of
     Idaho seeking visionary indian angels who were visionary
     indian angels, 

Ginsberg never caught my interest, nor did his writing seem to convey anything other than a sort of random litany of profanity.  It didn’t seem to represent profanity directed towards a higher purpose, but more like profanity for the sake of profanity.  Nothing is conveyed other than a feeling of despair, isolation, and sin (the ultimate separation between God and man). 
     From my perspective, then, many of that term's selected readings conveyed mainly inarticulate expressions of spiritual deficits and emptiness: form devoid of underlying depth of content.  Compare these authors to the more uplifting and edifying words of authors like Flannery O'Connor, and modern literature (as represented here) strikes me in a similar way as modern art and modern classical music: abandonment of time-tested traditions and methods in pursuit of dissonant and cacophonous artistic methods—from visual arts to music.  “If it feels good, do it” seems to be the modernist approach.  Whether something has inherent value, truth, or beauty is apparently irrelevant as long as the “art” is believed suitable for making one think.  

     Since the artistic rule of the day—perhaps tracing back to the beginnings of deconstructive criticism and the “anti-hero”—is one that embraces chaotic discord in music, banal and empty words in literature, and image without meaning or sign of inherent talent, then one could perhaps generalize that much of the arts today seem all about embracing the beguiling guise of "the new" rather than the old. Yet, if that's true, then it stands to reason also that these characteristics of modern artistic expression are the new normal, the current paradigm of the arts. This seeming lack of tradition becomes the current "tradition," and those seeking out art for the sake of beauty, enrichment, or wonder become the artistic rebels on the scene. If you're an artistic rebel, then it's time to consider that perhaps the old has become new again.



Wednesday, November 1, 2017

Conflicting Pictures of Truth (Caravaggio)




     


Sharing a short academic piece concerning conflicting natures or truths found with regards to classic images and art.  MLA style not consistently followed for blog.



     At the Gallery Borghese in Rome, I recently had the opportunity to view a magnificent painting by Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610): Madonna Dei Palafrenieri.  (Vodret, 16 and 64) Caravaggio’s masterpiece is captivating in its beauty and expressive detail.  The painting’s lifelike faces and vibrant colors first drew my attention before I noticed something else.  Looking closer, I observed that Mary’s bare foot was squarely atop a serpent’s head and the young Christ’s foot was atop hers.  This detail might go unnoticed by some visitors, but the theological meaning behind this symbolism is not only rich and profound, it also transforms the beautiful image into something much more complex and nuanced.  The painting becomes something that is representative of the serious divisions of Christian belief that stand between the Catholic and Orthodox on one side and the Protestant traditions on the other; the image is either a work of theological and artistic genius, if one is Catholic, or of serious doctrinal error, if one is Protestant.  Of course, the beauty of the painting can be appreciated by all, but its secondary meanings, the paradoxical meaning, may be met with greater skepticism than its artistic merits.

     The third chapter of Critical Terms for Media Studies offers a powerful insight into this process of appreciation for one dimension of the art, followed by a sort of double-take in which the underlying meaning or expression—not perhaps readily apparent at the first glance—comes into crisp focus upon closer examination. 

We experience the image as a double moment of appearing and recognition, the simultaneous noticing of a material object and an apparition, a form or a deformation. An image is always both there and not there, appearing in or on or as a material object yet also ghostly, spectral, and evanescent. Although images are almost automatically associated with the representation of objects in space, it is important to recognize that some form of temporality is built in to our encounter with any image: phenomenologists note what we might call the “onset” of an image, the event of its recognition, and the “second look” or double take that Wittgenstein called “the dawning ontology of photographs), a historical style, a depicted narrative (as in history painting), or a labyrinthine interiority that leads the beholder on a pursuit of its depths, as when we observe a drawing coming into the world, drawing out of invisibility the trace of something that is coming into view. (Mitchell, 39)

     The willing participation of Mary in the miracle of the incarnation is seldom argued or disputed too strongly within the most Christian traditions; Catholics and Protestants usually can find common ground in general appreciation for her unique role of being mother to Christ.  While some might attempt to argue that God could have chosen any number of other methods to send His Son into the world, the fact of the matter is that He selected Mary. Most Christians would agree that she deserves a special place of respect and honor. After all, if through Christ we become like His adopted brothers, then it only stands to reason that we should reserve a special honor for the "spiritual mother" we share.  This is how the Catechism of the Catholic Church describes her special role.

 969 "This motherhood of Mary in the order of grace continues uninterruptedly from the consent which she loyally gave at the Annunciation and which she sustained without wavering beneath the cross, until the eternal fulfillment of all the elect. Taken up to heaven she did not lay aside this saving office but by her manifold intercession continues to bring us the gifts of eternal salvation . . . . Therefore the Blessed Virgin is invoked in the Church under the titles of Advocate, Helper, Benefactress, and Mediatrix."512

970 "Mary's function as mother of men in no way obscures or diminishes this unique mediation of Christ, but rather shows its power. But the Blessed Virgin's salutary influence on men . . . flows forth from the superabundance of the merits of Christ, rests on his mediation, depends entirely on it, and draws all its power from it."513 "No creature could ever be counted along with the Incarnate Word and Redeemer; but just as the priesthood of Christ is shared in various ways both by his ministers and the faithful, and as the one goodness of God is radiated in different ways among his creatures, so also the unique mediation of the Redeemer does not exclude but rather gives rise to a manifold cooperation which is but a sharing in this one source."514   (Catechism, 274-275)

     When discussing the Catholic understanding of Mary, it is only natural to briefly mention the Immaculate Conception. This dogma, made official by Pope Pius IX in 1854, declares that Mary was free from the stain of original sin. As The Catechism of the Catholic Church describes it, she was "redeemed from the moment of her conception." While this mystery may be challenging to grasp at first, it makes greater sense if one reflects upon it. If we acknowledge that God is outside of time, then we can understand the implication of Mary's predestination as hinted at in verses such as Ephesians 1:3-4. God was precisely aware who was destined to bear His Son into the world before even the arrival of Adam and Eve in the Garden of Eden. If we accept God is omniscient and possessed foreknowledge of the details of this miracle, then it only stands to reason that God would shelter this chosen one from the harmful effects of original sin. After all, how can the stain of sin co-exist so intimately (both physically and spiritually) with true good or "life itself, immutable, "as Saint Augustine describes God in his Confessions? Of course, another argument supporting the Immaculate Conception is found in Luke 1:28. How could Mary be "blessed among women," if she harbored the stain of original sin?  Many Protestants at this point would be inclined to argue that these kinds of Marian beliefs represent meaningless and extra-biblical concepts which have no value when applied to our faith.  This is precisely why so many people of faith might strongly disagree with the sense in which this painting invokes Mary as the Mother of God (an example of the communication of idioms), rather than Mary as simply another virtuous or holy woman—e.g. a vessel. 

     
     In short, Caravaggio’s painting of the foot of Mary below Christ’s own foot suggests something more than mere selection; it emphasizes her cooperation in the salvation story.  Cooperation in terms of salvation is a bridge too far for many when we are referring to the role of Mary.  This is an example of the inherent complexities and paradoxes of art and the nature of image.  The painting may make a statement or express an opinion just as clearly as a fine essay.  This is also why our impressions of certain pieces of fine art may change or mature with time.  The first instance we open a classic novel by an author like Robert Louis Stevenson our impressions may be altogether different from reading the same book some decades later.  Age and experience, culture, faith, and media all are like lenses through which we see or perceive the work of art—whether visual, literary, or musical—and these lenses change as we change.

    
 



Cited and Referenced Sources:

Augustine, and E. B. Pusey. Confessions. Simon & Brown, 2012.

Catechism of the Catholic Church: Revised in Accordance with the Official Latin Text
     Promulgated by Pope John Paul II. Libreria Editrice Vaticana, 1994.

Mitchell, W. J. Thomas, and Mark B. N. Hansen. “Image .” Critical Terms for Media Studies,
     University of Chicago Press, 2010, pp. 35–47.

The Holy Bible Containing the Old and New Testaments with the Apocryphal/Deuterocanonical
     Books: New Revised Standard Version. Oxford University Press, 2006.

Vodret, Rossella, and Michelangelo Merisi da Caravaggio. Caravaggio a Roma: Itinerario.
     Silvana, 2010.